If we all threw our problems in a pile

Non sono mai stata una piagnona, una ragazzina lamentosa e con il moccio al naso. Anzi, nei miei primi venti anni di vita avró versato al massimo un bicchiere di lacrime.
E ora, ora mi trovo in una valle di lacrime.

Quest’anno é stato sia il migliore che il peggiore della mia vita.
Ho finalmente conquistato la mia indipendenza, sono all’universitá, vivo da sola, ho un lavoro e tanti amici.
D’altro canto mi faccio un mazzo tanto per mantenermi, i miei genitori a malapena si guardando in faccia dallo schifo che si fanno, mio padre ha perso il lavoro, la mia famiglia é stata sfrattata, mia sorella non sa cosa combinare della sua vita e sembra vivere in un limbo, convinta che il tempo per lei non passi mai, mio fratello, scombussolato dal casino familiare, ha iniziato a frequentare dei ragazzi che lasciamo stare.

Ma se mi metto tra la folla a urlare con quanta forza i miei polmoni riescono a sopportare, se spiattello sulla piazza i problemi miei e della mia famiglia, questi poi spariscono?
Magari.

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I know you’re tired of loving, of loving – with nobody to love

Vorrei fermare il tempo, a compartimenti stagni, e risistemare pian piano la mia vita.
Riavvitare un chiodo in famiglia, stringere un bullone in amore, cambiare un’asse all’universitá e dare una mano di vernice sul lavoro.

Il tempo invece non aspetta, é infame. Come la vita, il destino e M.

È paradossale come uno pensi di non riuscire a sopportare piú di una certa dose di dolore e, invece, a ogni nuova cucchiaiata, stringe i denti e scopre di farcela.

***
Riposa in pace, A.
Se il tuo agoniato Paradiso esiste, ti sei certamente meritata una sedia a dondolo tra gli angeli. Come quella a casa tua, carica di coperte e cuscini, piazzata davanti alla televisione, di fianco al tuo camino perennemente acceso e carico di legna.
Grazie di esserci stata.

Questa pazza pazza vita

A volte capita che lo stress si accumuli e una persona solitamente posata e razionale reagisca in maniera spropositata a eventi apparentemente insignificanti.
Come l’acqua, anche gli esseri umani hanno un punto di rottura, un limite, oltrepassato il quale, la superficie si increspa e le bolle d’aria esplodono in superficie.

Ultimamente mi sento come se cercassi letteralmente di raccogliere l’acqua dell’oceano con un cucchiaino da caffé.

Non riesco a ricordare il momento in cui le cose hanno smesso di funzionare e la mia vita ha iniziato a franarmi addosso.

L’arte di vivere è l’arte di saper credere alle menzogne.

Oggi riflettevo sul mio ultimo incontro con un rappresentante dell’altro sesso; che si é rivelato essere una bufala, in quanto lui é fidanzato. Quindi ho avuto un’animata discussione con ** sulle scappatelle matrimoniali di **.

Adesso penso: perchè è cosí difficile assumersi le proprie responsabilitá e agire di conseguenza?
Ho scelto. Voglio questo e quello. Mi piace. Non mi piaci. Ho fatto questo e quell’altro.
E via dicendo.

Se decido di iniziare una salita, non mi fermo a metá strada.
E di certo non mi carico lo zaino di pesi che non riesco a portare, che poi, se inizio a svuotarlo lungo il cammino, saranno quelli che saliranno il sentiero dopo di me a dover raccogliere gli scarti.

E intanto confuso, nel dubbio funesto, non parto, non resto.

È bello l´ordine.
È bella la precisione.
Son belle l´armonia e l´organizzazione.

Mi piace svegliarmi la mattina e sapere cosa mi aspetta:
10:00 lezione,
12:00 pausa pranzo,
14:30 lavoro.
Ma a quest´etá non vi sono certezze e questo mi distrugge.

Parto o resto? Questo o quello? Rischio o no?
Non fatemelo fare, di vivere la vita alla buona.
Ditemelo: va’ lá, fa’ questo, sii cosí.
Perchè l’indecisione non è mia amica e “(…) intanto confuso, nel dubbio funesto, non parto, non resto.

I mali vengono a grappolo

I mali vengono a grappolo e le cose belle ti salutano da lontano.D`altronde penso che le cose non siano né buone né cattive, ma sono solo come sono.
Ossia: lamentarsi non serve a niente.

Peró poi d´un tratto mi assale un senso d´ingiustizia grandissimo. E mi arrabbio col mondo e vorrei urlare, piangere e rompere qualcosa.
Perchè la vita si accanisce su certe persone? Perchè vita, perchè?
Ma siccome sono anche una persona razionale penso che non abbia senso chiedersi il perchè, in fondo la vta non è un´entititá a parte che tira le fila del nostro destino, maneggiandoci come burattini. La vita siamo noi; noi e gli altri.
E allora perchè mai una gioia? Perchè tanto dolore?
Penso a mia madre, la persona migliore che io conosca e penso alla sua vita: una serie infinita di sfortunate vicissitudini, e non capisco perchè.
Dov´è la giustizia in questa vita?

Quindi: vita, dammi oggi la mia razione di dolore quotidiano, dalla a me e a tutti gli altri, dividila in egual misura, tra tutti gli uomini e le donne di questa terra, senza alcuna distinzione; facciamo un po` per ognuno.

 

Pazienza, santa pazienza

Ci sono una russa, un´italiana, una turca e una tedesca.
No, non é l´inizio di una barzelletta sporca, ma la composizione dell´appartamento in cui attualmente vivo.

Sono cresciuta con due sorelle, un fratello, una mamma, un papá e una gatta, quindi so cosa voglia dire trovare il bagno occupato, il lavello pieno di piatti, scoprire che qualcuno ha mangiato il tuo yogurt e non trovare mai la carta igienica. E questo ha temprato il mio carattere. Non voglio insinuare di avere la proverbiale pazienza di un santo, ma sono una persona abbastanza tollerante. O almeno credevo di esserlo.

Quando ti iscrivi all´universitá e vai a vivere per conto tuo sei su di giri. Finalmente la tanto agognata indipenenza! Viva la libertá! Ora sí che posso definirmi un´adulta!
Sbagliato.
Finché madre e padre ti mandano un (misero-sigh!) tot al mese e tu non hai altre entrate, non hai assolutamente piú libertá e/o indipendenza di quella che avevi prima. Anzi, adesso hai mille altre cose che ti incastrano, vedi la spesa, le pulizie, ricordarsi di versare l´affitto, riconsegnare i libri in biblioteca etc. – e studiare

Inoltre la vita nel campus universitario non é propriamente la fine del mondo (a meno che tu non sia un 20enne con il cervello di un 16enne e l´igiene di un 11enne, allora é da paura).
In Germania si ha la possibilitá di vivere in una Studentenheim, ovvero palazzi di proprietá dell´universitá, con tanti mini appartamenti che vengono affittati a prezzi stracciati.
Pro: basso costo
Contro: ti becchi i coinquilini che ti becchi e nell´intero palazzo ci sará sempre un casino di sottofondo.

Tirando le somme non posso lamentarmi di questi primi tre mesi da universitaria.
Lo studio non mi emoziona particolarmente. Da brava ragazza di provincia ho fatto amicizia con due sole persone. Talvolta mi dimentico ancora cose basilari come andare a fare la spesa (ovviamente me ne ricordo quando apro il frigo).
Ma miglioreró.
Ci vuole solo un po´ di pazienza – o, come diceva Suor Umbertina tanti anni fa a quella bambina irruente quale ero: Ci vuole pazienza, tanta pazienza.