“A volte i fogli leggeri ti taglian le dita e vedi il sangue, ma non la ferita.”

Avevo scritto un lungo articolo riguardo alcuni viaggi introspettivi che ho intrapreso in queste ultime nottate senza sonno, ma alla fine si era rivelata una cosa troppo personale e difficile da scrivere, quindi lascio perdere – anche perchè non so dove arriverei continuando a rimuginare su me stessa.

Ecco le conclusioni a cui sono giunta fino a qui:

  • faccio fatica a concepire l’amore gratuito, pertanto mi aspetto che le persone si aspettino qualcosa da me
  • non sono in grado di pretendere niente da nessuno, fuorchè me stessa
  • sublimo l’insicurezza in (finta)sicurezza

Ta daaan, mi sono risparmiata minimo tre o quattro future sedute di psicoanalisi.

Buona notte, mondo.

 

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Can anybody find me somebody to love?

La mia avventura in terra straniera è arrivata al suo settimo giorno del suo settimo mese, quindi è ora di abbozzare un bilancio.

Stamattina ho trovato un lavoro – finalmente! Niente di particolarmente emozionante, ma ci pagheró l’affitto e tanto basta. L’universitá è andata bene fino adesso, anche se so potrei fare meglio, much better.
Fino a qui tutto bene.

Peró mi sento sola. E se anche il lupo solitario inizia a sentirsi triste e abbandonato, vuol dire che la situazione è grave.
Ma ai lupi solitari non piace socializzare: il lupo solitario sta in un angolo della foresta in attesa di un lupo suo simile con cui entrare in contatto. Perchè i lupi solitari sono ottimi capi branco, cacciatori impeccabili e temibili nemici, ma fondamentalmente sono soli.
Non riescono a mischiarsi al resto del branco e non ve ne sono abbastanza affinchè questi possano formare un branco a parte.

Il tutto per dire che: non ho voglia di conoscere nessuno, nonostante io mi senta sola.

Perció, oh Grande Demone Celeste (cit.) – o chi per Lui – mandami qualcuno.

Il selfie non immortala niente

Roberto Cotroneo

Nel novembre del 2000 la Sharp, azienda giapponese di prodotti elettronici, mette sul mercato il primo telefono cellulare con inclusa una fotocamera. È una cosa che oggi farebbe sorridere. La risoluzione era di 0,1 megapixel, e il cellulare costava ben 500 dollari di allora. Fu l’inizio dell’era della fotografia totale. Ovvero da quel momento in poi il fotografare non è più una scelta. Non si tratta di decidere di portarsi dietro uno strumento che ferma la realtà in immagini. Ma scattare è sempre possibile, e si è tutti dei fotoreporter in servizio permanente effettivo.

Da quel lontano 2000 è passato molto tempo, un’era geologica. Le fotocamere sono diventate più sofisticate, più definite, scattare con il cellulare era sempre più soddisfacente. Ma per dieci anni, fino al 7 giugno del 2010, la sostanza non è cambiata di molto. Potevi fotografare facilmente ma era piuttosto faticoso fotografarsi. Quel 7 giugno Steve Jobs…

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E intanto confuso, nel dubbio funesto, non parto, non resto.

È bello l´ordine.
È bella la precisione.
Son belle l´armonia e l´organizzazione.

Mi piace svegliarmi la mattina e sapere cosa mi aspetta:
10:00 lezione,
12:00 pausa pranzo,
14:30 lavoro.
Ma a quest´etá non vi sono certezze e questo mi distrugge.

Parto o resto? Questo o quello? Rischio o no?
Non fatemelo fare, di vivere la vita alla buona.
Ditemelo: va’ lá, fa’ questo, sii cosí.
Perchè l’indecisione non è mia amica e “(…) intanto confuso, nel dubbio funesto, non parto, non resto.

Porta acqua alle mie radici.

Piove ininterrottamente da tre giorni.
E io esco. Passeggio lungo il fiume, zigzagando tra i ponti, attraverso la cittá.

È bella la pioggia ed è bella la città sotto la pioggia.
Pioggia, porta acqua alle mie radici.
Ultimamente vivo in uno stato di apatia.  Esco, vedo gente, faccio cose, eppure non mi interesso di nulla e di nessuno.
Quando cammino incrocio lo sguardo dei passanti. La loro sará vera o presunta felicitá?
Sono giovane e mi sento addosso cent´anni.

Ogni giorno mi chiama mia madre, lacrime, lacrime, lacrime.

Non c´è mai stata cosí tanta acqua nella mia vita.

I mali vengono a grappolo

I mali vengono a grappolo e le cose belle ti salutano da lontano.D`altronde penso che le cose non siano né buone né cattive, ma sono solo come sono.
Ossia: lamentarsi non serve a niente.

Peró poi d´un tratto mi assale un senso d´ingiustizia grandissimo. E mi arrabbio col mondo e vorrei urlare, piangere e rompere qualcosa.
Perchè la vita si accanisce su certe persone? Perchè vita, perchè?
Ma siccome sono anche una persona razionale penso che non abbia senso chiedersi il perchè, in fondo la vta non è un´entititá a parte che tira le fila del nostro destino, maneggiandoci come burattini. La vita siamo noi; noi e gli altri.
E allora perchè mai una gioia? Perchè tanto dolore?
Penso a mia madre, la persona migliore che io conosca e penso alla sua vita: una serie infinita di sfortunate vicissitudini, e non capisco perchè.
Dov´è la giustizia in questa vita?

Quindi: vita, dammi oggi la mia razione di dolore quotidiano, dalla a me e a tutti gli altri, dividila in egual misura, tra tutti gli uomini e le donne di questa terra, senza alcuna distinzione; facciamo un po` per ognuno.

 

Grazie sign. Malaussène

 Io vivo, io muoio, mi brucio e mannego,
ho caldo estremo mentre soffro il freddo.
La vita m’è troppo tenera e troppo dura,
ho grandi affanni confusi con la gioia.
Nello stesso tempo io rido e lacrimo.
Assai gravi tormenti nel piacere soffro,
il mio ben se ne va e giammai dura,
secco e verdeggio nello stesso tempo.
Così, incostantemente Amore mi conduce,
e quando penso d’ aver maggior dolore,
d’improvviso mi trovo fuor dell’affanno.

Poi quando credo la mia gioia esser certa,
e d’ aver raggiunto il desiderato bene,
ritorno, allora, al mio primo dolore.

                                                    Louise Labè

 

 

made in Italy

Breve ma intenso.
Un video in cui mi sono rispecchiata in pieno.

A volte penso che:
essendo nata in un paese in cui ho vissuto un anno,
avendo poi vissuto gran parte della mia vita altrove,
per poi decire di emigrare in un altro stato – in cui in attualmente vivo da due anni,
io una patria non ce l´ho.

(Video: “Dubbio made in Italy”, degli Zero)